giovedì 23 febbraio 2017

Technogym: una nicchia tutta d’oro


Una società solida che produce buoni utili per un buon investimento

Alla faccia!!!  Ci parlano di debito pubblico su scala industriale dalle problematiche irreversibili; ci parlano della crisi del partito di maggioranza (emanazione dell’esecutivo in carica) come  sindrome dei prossimi disastri…eppure!!!
Eppure la borsa sale, e la rotazione settoriale sta facendo partire situazioni sopite da parecchio tempo, il tutto al traino degli indici americani che nonostante proteste pesanti contro il neo/Presidente continuano a macinare record su record.

Magie a stelle e strisce

Sull’effetto dirompente della politica  dell’inquilino della Casa Bianca si è detto e scritto molto, e tanto si continuerà a fare fino ai classici “dati di fatto”; è innegabile comunque il traino di Donald Trump sul quadro generale lasciato dal suo predecessore….un traino simile ad un violento scossone.
America First può significare tutto o niente, ma sicuramente qualora certificato potrebbe essere la porta di ingresso per un mercato ricco dove pochi/un numero limitato potrà accedere.

Un miracolo targato Romagna

Technogym, azienda leader mondiale nella fornitura di prodotti, servizi e soluzioni per il fitness/wellness, ha il suo quartier generale in Romagna e da lì ha cominciato una lenta ma inesorabile scalata ai vertici del mercato.
E’ proprio il mercato Americano quello che potrebbe garantire il decollo dell’azienda e del suo valore borsistico, e l’ottimismo di Nerio Alessandri (Fondatore e Ad di Technogym) si tocca con mano:
“Ad acquisire azioni Technogym al collocamento sono stati i più grandi fondi istituzionali americani, perché siamo molto attraenti per il mercato statunitense, ed è lì che puntiamo a crescere anche per quest’anno. Per quanto riguarda il Nord America, secondo i dati dei nove mesi 2016, la crescita dei ricavi è stata del 28,9% per un valore pari a 41,9 milioni di Euro (parametrato ai 385,1 milioni totali del gruppo); in generale però il fatturato del gruppo è internazionale, infatti solo il 10% viene realizzato in Italia e ben il 40% fuori dall’Europa. Negli Stati Uniti intendiamo continuare sulla strada già tracciata finora; nel nostro settore il mercato è molto standardizzato nelle fasi iniziali, poi si passa alla fase di differenziazione e Technogym rappresenta questa concreta possibilità per i consumatori. Abbiamo clienti molto importanti in Usa ma soprattutto siamo fornitori dei Trump Hotel e contiamo in un futuro prossimo di annoverare anche la Casa Bianca fra i nostri clienti.”
Technogym: l’azienda

L’azienda romagnola è una vera e propria “macchina da utili”, attiva in un settore di nicchia e capace in poco di tempo di conquistarne velocemente i vertici.
Due cifre, espresse in migliaia di Euro, sono sufficienti a descrivere i contorni del quadro: Dal 2013 con Ricavi per 410.393 e utili per 1554 si passa al 2015 con Ricavi pari a 511.786 e utili per 28.354/
L’uscita  del Fondo Arle Capital, che ha ceduto l’11,25% della società a 4,45 Euro per azione marcando una sorta di soglia nel valore intrinseco dell’azienda, non ha causato grandi scossoni in borsa dove le quotazioni proseguono una lenta ma inesorabile crescita.
Ci sono nomi illustri della finanza che hanno dato un parere su Technogym: da Goldman Sachs a Jp Morgan, per passare da Mediobanca, tutti concordano sul come il leader del mercato del wellness abbia nella diversificazione geografica del business il suo punto forte. Siamo dinanzi ad un marchio percepito positivamente tale che si stima una crescita dei profitti netti di oltre il 20% per i prossimi quattro anni per arrivare a circa 80mln per il 2020, mentre la solida struttura finanziaria e la generazione di cassa potrebbero permettere il pagamento di un buon dividendo.
Il mercato si aspetta molto da Technogym e il continuo ondeggiare delle quotazioni da qualche settimana attorno alla soglia psicologica dei 5 euro lascia presagire qualche novità in arrivo per il primo appuntamento del 6 marzo (esame dei conti a fine 2016).
Alla riga dei 9 mesi 2016 la società romagnola si è fermata a ricavi pari a Euro 385,1mln (+9,4% rispetto ai 352,1 mln registrati nello stesso periodo del 2015) con un progresso a cambi costanti pari all’11,2% contro uno striminzito 4% del mercato.
Technogym cresce più del mercato e si rafforza in America confermando l’interesse generale dei segmenti Club, Hospitality, Corporate e Medical per il suo prodotto di qualità.
Il volano della sponsorizzazione olimpica (in procinto quella di Tokyo 2020) ha portato ancora più visibilità al marchio che realizza l’85% del proprio giro d’affari con il sistema di vendita business to business.
Attualmente l’export rappresenta l’88% del giro d’affari dell’azienda ed i numeri dicono che le installazioni in palestre sono state circa 50mila, con un giro di circa 20milioni di utenti che utilizzano le attrezzature ogni settimana, mentre le installazioni in abitazioni private sono state circa 20mila. A questo volano assommiamo partnership di prestigio; Ferrari, i team velici di Luna rossa e Alinghi e con la squadra di calcio inglese del Chelsea.
Quanto vale Technogym

Buy!! Un titolo poco correlato all’andamento degli indici e quindi forse anche da cassetta! Il titolo potrebbe valere circa 20 volte il prezzo/utile 2017 scambiato oggi a valori più bassi, e i buoni numeri licenziati ad ogni sessione dalla azienda potrebbero sorprendere gli analisti costringendoli a repentine revisioni al rialzo dei loro target.
Attualmente secondo stime prudenti il titolo ha un valore oscillante tra 5,75 e 5,90 tenendo conto che la società dovrebbe continuare a sovraperformare i già buoni trend di base dell’industria del fitness; tutto dipende dai prossimi dati dell’azienda e soprattutto da possibili/probabili novità che Nerio Alessandri vorrà comunicare al mercato, ma più in generale scommettere oggi su Technogym potrebbe essere un utile volano a basso rischio per scommettere su di una società a crescita costante.

Analista Fondamentale
R. Spinelli