mercoledì 18 gennaio 2017

Oracle scommette su Tas: la moneta elettronica a 3 cifre %

L’inizio di anno borsistico è stato col botto; un botto fragoroso più di quello d’un Magnum d’annata!!
L’indice FtseMib ha rotto con decisione al rialzo una prolungata congestione che lo vede proiettato, come primo obiettivo, in area 25.000 punti.

Tutto il listino si sta muovendo coralmente, guidato dai bancari che vantano il maggior peso sull’indice stesso, in virtù di una rotazione settoriale che porta parecchi addetti ai lavori a sbilanciarsi sul come (finalmente) il 2017 sia l’anno d’oro di Piazza Affari.

Forse è proprio questo il momento dove la parola “selezionare” ha un’importanza capitale senza farsi prendere da inutili frenesie e dove guardare ad un bilancio sano vuol dire evitare “una scommessa al buio”!!

+272% nel 2016


+272% nel 2016, parrebbe un dettaglio abbastanza chiaro; soprattutto se aggiungiamo un altro +76% nei primi 14 giorni di Gennaio. Se questi dati andassero letti per un titolo attualmente in black-list ci sarebbe da pensare ad una contraddizione palese; ma TAS ha dato prova in breve tempo di grande solidità patrimoniale e di una inversione a 360° che ha davvero del poderoso.

Fondata nel 1982, società specializzata in soluzioni software per la monetica; leader in Italia nei sistemi di card management (la sigla POS ne è eloquente rappresentante) TAS ha un grafico mensile che parla in modo chiaro e nitido, e dice euro 13,45!!

Le caratteristiche della società


Un titolo da maneggiare con estrema cura ed attenzione; un flottante del 12% (ma destinato ad essere incrementato), ma soprattutto l’impossibilità di inserire ordini “al meglio” con una forbice “bid e ask” abbastanza insolita, e che danno adito a brusche e improvvise impennate in ambedue i sensi.

Insomma, scommessa si ma con grande cautela; un titolo che piace, Oracle per primo ci ha scommesso siglando una sostanziosa partnership e che , a detta del Presidente Dario Pardi, potrebbe non rimanere l’unica.

Chi c’è dunque dietro alla impennata verticale di questo inizio 2017?


La società, raccontano i vertici, aveva solo bisogno di una “normalizzazione finanziaria” avendo, dal 30/11/2012, già siglato un possente accordo di ristrutturazione con le banche creditrici che hanno significativamente concesso ulteriore fiducia sulla base delle ultime normative di legge in fatto di “monetazione elettronica” capaci di spingere ulteriormente il core business dell’azienda.

T.A.S registra, a livello dei primi 9 mesi del 2016, una perdita netta di 3,6 milioni di Euro (4,8 milioni di Euro al 30/09/2015) mentre la posizione finanziaria netta è positiva per 7,3 milioni di Euro (-18,2 milioni di Euro al 31/12/2015); l’esecuzione del piano industriale-finanziario approvato 2016/2020 dovrebbe garantire poi quei livelli di crescita consoni per la società che vuole affermarsi a tutto tondo.

Ci sono solide prospettive per quest’azienda entrata nelle attenzioni di grossi colossi internazionali che se ne contendono il core-business; in particolare l’introduzione della moneta elettronica nei telefonini e nelle app da scaricare gratuitamente è un settore che prospetta ampi margini reddituali che il titolo potrebbe ancora non avere scontato, soprattutto se allacciato ad una grossa partnership del settore che fornisca “cassa” importante per il bilancio.

Analista Finanziario
R. Spinelli