sabato 22 novembre 2014

Csp Int Ind Calze - Analisi

ANALISI FONDAMENTALE


Cosa dice la prima regola di colui che segue l’analisi fondamentale? La conoscenza perfetta del core-business dell’azienda presa in esame; se cioè è legata o meno, direttamente o indirettamente al ciclo economico e se, parallelamente, poggia su basi commerciali talmente solide dall’ auto-alimentare positivamente il bilancio della azienda.

Se l’azienda riesce facilmente a vendere i suoi prodotti sui mercati di riferimento, ergo ad incassare “con regolarità costante”, avremmo un tangibile miglioramento della posizione finanziaria netta, ed una sensibile ma costante riduzione dell’indebitamento (casistica questa che ritaglia una azienda in piena salute).

Come mai il mercato a volte si dimentica di queste realtà? Non si dimentica, ma spesso tali realtà hanno un flottante risicato in borsa e chi le controlla ha l’interesse a mantenere il titolo sottovalutato per poi spingerlo in occasione di “fatti episodici” (annuncio di operazioni straordinarie o dati di bilancio particolarmente brillanti), e lì guadagnare a loro volta realizzando le proprie posizioni.

Il titolo


Un lungo preambolo che ci serve per fotografare la posizione attuale di CSP/International fashion group; ovvero uno dei leader nel settore della calzetteria (core business), dell’abbigliamento intimo e dei costumi da bagno a livello internazionale.

Un settore dunque strettamente legato al ciclo economico, ancora di più ai consumi e forse per ultimo alla stagionalità; fattori che certamente si ripercuotono sui conti.


Risulta fondamentale innanzitutto capire la ripartizione geografica del business dell’azienda; CSP vende i suoi prodotti in Francia (59,4% e primo mercato di riferimento), Europa ovest (10,5%), Europa Est (2,1%), Italia (26%) e Resto del Mondo (2,0%) 


Sbilanciata in questo modo verso l’Europa, dove gli indicatori macroeconomici segnalano una debolezza generalizzata, in generale parrebbe chiaro come l’azienda possa palesare chiari segnali di difficoltà.


Il segmento in cui opera Csp è marcato da fenomeni di chiara stagionalità, logico quindi aspettarsi dati all’apparenza contraddittori.


Balza all’occhio (a livello dei 9 mesi) una netta diminuzione del fatturato passato da 89,1 mln di Euro a 87,2 (-2,1%), frutto di un decremento nel settore calzetteria e più in particolare, di problemi episodici della controllata Well (calo del 5,1%).

L’azienda tuttavia segnala un netto miglioramento del margine industriale (incidenza sui ricavi arrivata al 51,1%) grazie ad un mix di azioni commerciali miscelate ad un ferreo contenimento dei costi.

La cessazione di alcuni investimenti pubblicitari, unita alla minor incidenza di alcune voci di spesa, ha poi gonfiato il risultato operativo che al 30 settembre è pari a 6,4mln di Euro (rispetto ai 5,5mln di Euro del 2013); tutto questo sottolinea una posizione finanziaria netta positiva di 0,4 mln di Euro (-7,5 mln di Euro il riferimento precedente) per un utile di 3,6 mln di Euro (+2,8 il riferimento precedente).

Questi dati parlano chiaro e fotografano un’azienda che opera con basi molto solide ma soprattutto è capace di auto-alimentarsi reagendo alle condizioni altalenanti del mercato europeo dal quale è condizionata. 

C’è un netto miglioramento qualitativo e quantitativo delle proposte di collezioni e dei marchi dedicati al canale del dettaglio con domanda in crescita sulla branca operativa sul mercato USA (fatturato a +12,7% ma con numeri non ancora ben incidenti a livello di bilancio).

Calcolando le prospettive del quarto trimestre ancorate agli indicatori patrimoniali i numeri dovrebbero riflettere un ulteriore miglioramento rispetto ai dati finali 2013 per una valutazione per azione pari a 1,95 Euro; una valutazione prudenziale che tiene conto dei dati attuali e dei segnali sulle prime vendite primavera/estate 2015 veramente incoraggianti.


Analista
R.Spinelli

Analisi tecnica


Il titolo CSP mostra un'andamento di medio periodo marcatamente impostato a ribasso; andamento dal quale è possibile tuttavia estrapolare una lateralità che perdura da ormai un bimestre, all'interno dell'esiguo trading range [1.40 - 1.50] euro.

Nelle recenti sedute di contrattazioni tuttavia, il titolo si è portato a ridosso dell'importante barriera psicologica indicata in precedenza; barriera la cui violazione rialzista porterebbe con sè un break (rottura sulla forza) del medesimo riferimento dinamico di medio corso, ottenibile unendo i massimi decrescenti dalla scorsa primavera fino ad oggi.




Una rinnovata verve rialzista, potrebbe quindi spingere in su i prezzi i quali, se e solo se sorretti da interessanti volumi di contrattazione, potrebbero andare a testare la barriera statica sita in area 1.70 euro, così come accaduto già ad inizio anno quando il titolo fu succube di una pericolosa volatilità. Volatilità che nel tempo, si è incanalata verso una direzione rialzista, madre del raggiungimento dei massimi - a sette anni - in area 2.10 euro.


Il titolo CSP d'altronde, poggia da oltre un anno sul solido supporto di area 1.40; supporto che ha retto le recenti incursioni ribassiste e che si è rivelato un importante riferimento tecnico di lungo periodo. 

A dar man forte ad una potenziale ripresa positiva dell'andamento c'è d'altronde la ben temprata tendenza rialzista di lungo corso; tendenza che ha accompagnato il titolo sui massimi relativi suddetti e che potrebbe rinvigorsi in seguito ad un potenziale break out dei correnti livelli di barriera.